Perché la pressione positiva funziona
Durante gli episodi ostruttivi, il passaggio dell’aria si riduce o si interrompe perché le vie aeree superiori tendono a chiudersi. La terapia con CPAP/APAP eroga un flusso d’aria che crea una pressione di sostegno capace di mantenere la pervietà del tratto faringeo, riducendo eventi di apnea/ipopnea, russamento e desaturazioni notturne.
La scelta della modalità (pressione fissa o automatica) viene impostata dal clinico in base al quadro clinico e ai parametri rilevati, come l’indice di apnea-ipopnea (AHI).
Dispositivi e meccanismi d’azione
1) CPAP (Continuous Positive Airway Pressure)
La CPAP eroga un flusso d’aria a pressione costante durante tutto il ciclo respiratorio (inspirazione ed espirazione). È indicata per stabilizzare la ventilazione e supportare la normalizzazione della saturazione di ossigeno (SaO2) durante il sonno.
In particolare, viene spesso prescritta nelle forme di OSAS moderata-grave per contrastare l’ipossia intermittente e ridurre gli eventi ostruttivi in modo continuativo.
2) AutoCPAP / APAP (Automatic Positive Airway Pressure)
La APAP (o AutoCPAP) integra algoritmi che monitorano in tempo reale la respirazione e modulano la pressione entro un range impostato dal clinico. La pressione varia in risposta a eventi ostruttivi, flow limitation (limitazione del flusso) o russamento.
È spesso scelta quando esiste variabilità della gravità dell’apnea (ad esempio legata alla posizione supina, alle fasi del sonno o alla congestione nasale) oppure in caso di scarsa tolleranza alla pressione fissa.
Approfondimento sui dispositivi a pressione positiva: CPAP/APAP: dispositivo di ventilazione a pressione positiva
Componentistica e accessori: cosa incide davvero sulla compliance
L’efficacia della terapia non dipende solo dalla macchina, ma anche dalla scelta dell’interfaccia (maschera) e dalla corretta gestione di comfort e perdite. Una configurazione “giusta” riduce i risvegli, migliora l’aderenza e rende la terapia sostenibile nel lungo periodo.
Interfacce (maschere)
Le maschere sono fondamentali per minimizzare le perdite aeree (leakage) e garantire una pressione stabile. Le principali tipologie sono:
- Pillow nasali: minima superficie di contatto; inserti narinali per flusso diretto. Ideali per chi cerca leggerezza e libertà di movimento.
- Maschere nasali: coprono il naso e favoriscono una respirazione fisiologica. Spesso rappresentano un buon compromesso tra stabilità e comfort.
- Maschere oro-nasali (full face): indicate in caso di respirazione orale prevalente o elevata resistenza/congestione nasale. Aiutano a ridurre dispersioni e xerostomia (secchezza delle fauci).
Approfondimento sulle maschere nasali: Maschera nasale per CPAP/APAP
Circuiti ventilatori (tubazioni)
I circuiti sono tubazioni in polimeri biocompatibili (ad esempio PVC/Polietilene) che trasportano il flusso d’aria dal dispositivo alla maschera, garantendo continuità e stabilità del flusso. La corretta manutenzione (pulizia e sostituzione periodica) contribuisce a igiene, prestazioni e comfort.
Umidificazione e comfort (nota pratica)
Se durante l’uso compaiono secchezza nasale, gola irritata o fastidio, l’umidificazione (quando prevista dal sistema) può migliorare notevolmente il comfort. Anche la scelta della taglia corretta della maschera e la regolazione del cinturaggio sono cruciali per ridurre perdite e segni sul viso.
In sintesi
- CPAP: pressione fissa costante, spesso indicata nelle forme moderate-gravi.
- APAP: pressione automatica variabile in base agli eventi ostruttivi, utile con variabilità notturna o bassa tolleranza.
- Maschera e accessori: determinanti per comfort, perdite e aderenza (compliance).
Una terapia efficace è quella che il paziente riesce a mantenere nel tempo: comfort, scelta dell’interfaccia e corretta gestione dell’igiene sono parte integrante del percorso.


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